Posted by: lamammina on: Luglio 13, 2009
Pippo ha compiuto da poco cinque mesi.
Onestamente ero convinta che fossero uguale ai quattro, e invece ecco che micoroscopiche evoluzioni riempiono le mie (e le sue) giornate estive.
Eccolo mentre si mette su un fianco e poi si rotola per finire a pancia in giù, ridendo come un matto.
Eccolo mentre si guarda le manine, le muove lentamente e capisce che con quelle può afferrare gli oggetti e avvicinarli o allontanarli dalla sua vista e dal suo minuscolo faccino.
Eccolo mentre, steso al mio fianco, mi prende il naso e la bocca tra le mani, cercando di metterseli in bocca per capire di che pasta sono fatta.
Eccolo mentre, carponi sul letto, sculetta e si muove come una lucertola divertita, tutto soddisatto di queste piccole imprese.
Eccolo mentre interrompe la poppata per guardarmi o per guardare la faccia della voce dietro la porta; eccolo mentre gioca con i suoi balocchi ed è chiaro che finalmente li vede; eccolo mentre si dondola da solo sulla sua sediolina; eccolo mentre cambia espressione consapevole di divertire chi gli sta attorno; eccolo mentre tira fuori la lingua e chissà se lo sa; eccolo mentre fa finta di tossire ed eccolo mentre si mette il dito in bocca velocemente e senza indugi.
No, i cinque mesi non sono uguali ai quattro. E le microscopiche evoluzioni diventeranno incredibili cambiamenti. Devo solo sperare che il tempo non voli via troppo in fretta.
Posted by: lamammina on: Giugno 25, 2009

Quando non hai un figlio, il tempo ti sembra sempre troppo poco. Invece, quando sforni un pargolo, ti rendi conto di quanto ne avevi, di quanto ne hai sprecato e di quanto non ne hai più.
Prendiamo, ad esempio, i peli.
Prima di fare un figlio, vai dall’estista almeno una volta al mese e dal parrucchiere ogni tre mesi circa. Hai già tutto lì, su quell’agenda malefica che quando si parla di eliminazione-peli diventa la tua migliore amica.
In questo periodo della tua vita, ti guardi, ti coccoli, osservi i peli che crescono ogni giorno di più, li togli quando è strettamente necessario (a costo di ricorrere al rasoio!) e sei sempre perfetta: mai un pelo di troppo, mai una doppia punta, mai un’unghia spezzata. E quando ti accorgi di avere un pelo di troppo, una doppia punta o un’unghia spezzata, ricorri alla santa Estetista (altro che festa della donna, quella delle estetiste bisognerebbe festeggiare).
Ma poi vuoi diventare mamma, e sono cazzi.
Vai dalll’estetista il primo del mese in un batter d’ali ti rendi conto che Tarzan sta crescendo sulle tue gambe. Com’è possibile-pensi- eppure dalla Santa ci son stata la settimana scorsa.
Eh no, mia cara, ti dice l’agenda malefica. è passato un mese, non ricordi?
Ed eccoti lì a spulciare nei mobiletti del bagno alla ricerca del caro vecchio silkepìl e a sperare che proprio domani la tua migliore amica ti passi a trovare, così magari ti tiene 10 minuti il pulcino mentre tu scappi al centro estetico più vicino…
Nel frattempo i capelli sono talmente lunghi che il caldo ti costringe a legarli sempre, a lavarli quasi ogni giorno e a odiarli sempre di più.
Ma il colmo è raggiunto quando, una mattina, decidi di accompagnare il tuo uomo alla macchina per augurargli una buona giornata e un buon lavoro. Lo saluti, gli dici che non vedi l’ora che torni e lui, per tutta risposta, ti guarda e ti dice: mi raccomando prendi un po’ di sole oggi…
E vai con le pippe mentali: PERCHé? SONO TROPPO BIANCA FORSE? HO LE OCCHIAIE? HO LE BORSE? ACCIDENTI DOV’è UNO SPECCHIO, DOV’è, DOV’è, DOV’è!!!
Adesso hai capito perché ha tanto insisitito affinché trovassi una tata…
[via dell'immagine: ClipArtOf]
Posted by: lamammina on: Giugno 24, 2009
Solo per mamme
Posted by: lamammina on: Giugno 24, 2009

E’ in corso un evento molto interessante.
Si chiama Salvamamme, e trovate qui tutte le informazioni.
La salute prima di tutto.
Posted by: lamammina on: Giugno 24, 2009
Ultimamente mi sono distratta. Diciamo piuttosto che il lavoro, il bimbo e la casa mi stanno del tutto assorbendo.
Mi stanno succhiando l’anima, per dirla tutta.
Ma un po’ di soddisfazione ogni tanto qualcuno me la dà, e proprio ieri la redazione con la quale collaboro da ormai tre anni, mi ha fatto i complimenti per gli ultimi pezzi. Bella storia.
La casa me la sto sistemando pian pianino. Il pianerottolo che divide la stanza nostra da quella del bimbo diventerà verde. Le pareti sono di un giallino luminoso, carino, e il verde ci sta più che bene. Ho comprato due mensole da dipingere e oggi le trasformerò nel verde che verrà fuori dal miscugio di colore e di acqua che farò.
Pippo ha deciso che la sera non si dorme. Lui è un tipo notturno, ha deciso, e a me mi tocca stare distrutta tutto il resto della giornata. Chissà cosa si prova a essere messi nel proprio lettino con la forza e senza il minimo desiderio di dormire, mi sono chiesta iesri sera. E me lo sono chiesta anche stanotte, quando alle 2 Pippo mi ha guardata con aria insoddisfatta come per dire: Ehi tu, tirami fuori da qui immediatamente, mica ti aspetterai che io mi addormenti all’stante?
No infatti. Ma alla fine ce l’ho fatta. Si è addormentato, lui, io no. Perché la mia dolce cagnolina, che si sta avviando verso il primo calore, ha abbaiato tutta la notte. TUTTA.
E ha la mia comprensione. Del resto, la crisi premestruale colpisce anche me ogni 22 giorni, come biasimarla?
Posted by: lamammina on: Febbraio 26, 2009
Quando il bimbo nasce, viene fuori un terzo orecchio.
Normalmente, si trova ben nascosto nel cervello, al riparo dai rumori assillanti della città e dalle fastidiose voci degli uomini. Entra in funzione soltanto nel momento in cui si diventa mamma, e funziona alla perfezione.
Senti il tuo bambino che piange anche a un kilomentro di distanza, e non è un eufemismo; riesci a sentire il suo respiro anche mentre dormi, e se per più di due secondi non senti nulla ti alzi per controllare che sia tutto a posto; senti le sue evacuazioni anche mentre sei in bagno ad asciugarti i capelli e il suo ruttino diventa un dolce accordo musicale.
Il terzo orecchio riesce anche a rendere più allietante le sue urla, a meno che non diventino isteriche, e fa in modo che tu e tuo figlio siate sempre in connessione.
Adesso che l’ho capito, mi domando come abbia fatto mia madre a non lamentarsi mai (e quando dico mai dico MAI) della mia voce al telefono, delle mie litigate con i miei fidanzatini e con le mie amiche, dei miei rientri a casa in condizioni pietose e, per questo, deliranti, delle mie lagne e delle mie, quasi sempre inutili, sfuriate.
E’ proprio amore allo stato puro…
Posted by: lamammina on: Febbraio 25, 2009
Il bimbo nasce e te lo attaccano al seno. E tu da imbranata neofita sei lì a contorcerti per cercare una posizione che si adatti a te e al bambino. Con un braccio dovresti tenere lui e dell’altro potresti, volendo, fare ciò che ti pare, leggere anche, ma lo scopri soltanto alla decima volta che allatti perché le prime sei letteralmente un disastro. Così il bambino si ritrova a contorcersi sulla tua pancia ancora gonfia e tu ti ritrovi a cercare un posto dove infilare le braccia evitando, magari, di far cascare quella povera e innocente creatura.
Il bello è che i parenti tuoi e del tuo compagno sono lì a fissare questa scena pietosa, ancora storditi e felici del lieto evento. Insomma, una figura di merda a tutti gli effetti. Leggi il seguito di questo post »
Posted by: lamammina on: Febbraio 20, 2009
Non ho mai avuto un bel rapporto con le suore. In realtà non ho mai avuto un buon rapporto con la religione, nella quale non credo, ma le suore in particolare le ho sempre ritenute delle vampirelle travestite da sorelle.
Alle elementari, i miei ebbero la grande idea di spedirmi a scuola dalle suore. Vista la totale mancanza di fede da parte di tutta la famiglia, l’unico motivo di codesta scelta infame fu l’iscrizione della mia amichetta del cuore alla suddetta scuola. Anzi, direi che fu l’unica ragione che mi spinse a frequentare quel luogo, eeehm, sacro. Leggi il seguito di questo post »
Posted by: lamammina on: Febbraio 16, 2009
La mattina del giorno programmato per il mio parto cesareo, ero a dir poco nervosa. Ma l’anestesista, incitato dal mio adorabile compagno, mi ha tranquillizzata subito con una dose di Lexodan, che mi ha fatto sorridere per un bel po’. Niente male come partenza.
Giunta in sala operatoria, ho dato sfoggio della mia tremarella. Ero abbastanza terrorizzata visto che mi avrebbero a momenti aperto come una cozza. Ma ecco sbucare nuovamente l’anestesista del Lexodan ed eccolo pronto ad infilarmi degli aghi nella schiena che mi hanno completamente stonata. Non capivo nulla, la sensazione era quella di relax e di felicità, dovuta anche all’emozione, e la paura era del tutto svanita.
E surprise surprise ecco comparire il mio compagno vestito come un chirurgo. E’ stato vicino a me dall’inizio alla fine e abbiamo sentito il pianto del nostro bimbo nello stesso momento. Ero strafatta, è vero, ma non potrò mai dimenticare quell’istante.
Il pupo me lo hanno subito piazzato in faccia; doveva riconoscere il mio odore, mi han detto, e ho trovato che fosse una cosa dolcissima. Ma accidenti, non capivo davvero nulla di nulla e quell’esserino minuscolo non avrebbe mai potuto trovare conforto in una neo mamma imbottita di lexodan e di chissà quale altro strana droga.
L’intervento è durato pochissimo e io non ho sentito nulla. Soltanto quando hanno estratto il bimbo ho capito quello che stava accadendo. Una sensazione stranissima, ma bellissima. La parte lunga è quella in cui ti ricuciono, ma di dolore neanche a parlarne.
Uscita dalla sala operatoria, mi hanno attaccato al braccio una pompa di morfina. Meglio di così…
Posted by: lamammina on: Gennaio 9, 2009
Visitare la clinica o l’ospedale in cui si ha intenzione di partorire può essere di grande aiuto.
Soprattutto se per arrivarci bisogna attraversare un piccolo vialetto alberato con una grande fontana; soprattutto se ad accoglierci è il rumore dell’acqua che rilassa e illumina le piastrelle bianche che ricoprono la strada e i muretti del aiuole; soprattutto se, entrando nell’edificio, ci accorgiamo della possibilità di scorgere i colori del tramonto mentre avvolgono un piccolo piazzale ben curato; soprattutto se le sale di accoglienza e quelle in cui le neomamme riposano sembrano le stanze di una casa, e non quelle di un posto triste e malato.
Cercate di scegliere un posto in cui vi sentite a vostro agio; io, ad esempio, non amo il lusso ma preferisco la semplicità e la familiarità. Il lusso è formale e meditato, la semplicità sa essere calda e spontanea. Del resto, vorrei che il mio bimbo, traumatizzato dalla messa al mondo, venga accolto in un luogo che ispiri protezione.
E credo proprio di averlo trovato.
Avete detto...