Pubblicato da: Gin su: Settembre 30, 2008
Una mattina ti svegli e scopri di essere incinta.
Il tuo compagno ti dice che sei diversa, il fumo delle sigarette comincia a darti fastidio e il ciclo ritarda di ben tre giorni. Caspita, pensi, non è mai successo.
Non demordi. Pensi che a te non può accadere, anche se non utilizzi nessuna contraccezione e calcoli i giorni di ovulazione mentalmente. A te non può succedere perché queste cose, in fondo, accadono soltanto nei film, nelle serie tv e a quelle molto fertili. E tu non puoi essere COSì tanto fertile.
Ma visto che una parte di te sa che una piccola, piccolissima, minuscola probabilità c’è, esci di casa e con molta non-chalance vai in farmacia per acquistare un test di gravidanza. Passi al solito bar, prendi il solito caffè doppio in tazza grande e il solito tramezzino con prosciutto e formaggio. Passi in edicola per prendere il giornale, giusto per dare un tono alla tua immagine di intellettuale costruita con impegno e costanza, e torni a casa.
Ed eccoti lì, seduta sulla tazza del gabbinetto tutta presa a leggere le istruzioni: una barretta non sono incinta, due barrette lo sono ANCHE SE LA SECONDA BARRETTA è MOLTO PIù CHIARA. Questo periodo del paragrafetto è sottolineato, just in case…
Urini con la stessa non-chalance con cui sei uscita di casa e lasci il tampone sul marmo del lavandino. Ti lavi le mani facendo finta che il fatto non sia il tuo, le asciughi e una rapida occhiata ti sfugge sul tampone. Una barretta. Lo sapevo, pensi.
Ma mentre stai per prendere il tampone per buttarlo, ti accorgi che qualcosa di molto simile ad un’altra barretta sta per comparire. Troppo chiara, pensi, quasi non si vede. Ma il periodo del paragrafetto sulle istruzioni lo diceva chiaramente, anzi, lo ha anche sottolineato: ANCHE SE LA SECONDA BARRETTA è MOLTO PIù CHIARA.
Perfetto. Sei incinta.
Avete detto...