Pubblicato da: Gin su: Dicembre 10, 2008

Ieri ho fatto la torta di mele.
L’ho preparata dall’inizio alla fine, impasto compreso. Specifico questo perché c’è chi è rimasto molto sorpreso e mi ha consigliato di comprare l’impasto pronto. Ma scusate, che senso ha una torta con l’impasto pronto? Mah… Comunque sia, alla faccia di tutte le frittate del mondo, è venuta buonissima (sì mamma, la faccio anche a te). E’ stato molto semplice, basta seguire la ricetta alla lettera e metterci un po’ d’amore. Il bello è che il mio voler avvicinarmi alla preparazione dei dolci non ha questa volta nulla a che vedere con Sex and the City e con il casalingaggio disperato e non, ma con i ricordi.
Credo di voler dare a questa casa un pizzico di sapore della mia infanzia, fatta di giochi, di risate e di Topolini. Non quelli veri, ovviamente, ma quelli di carta che vendono in edicola. E cosa c’entra Topolino con le torte? Be’, la parola chiave è una e una soltanto: Nonna Papera (e come dice sempre una mia cara amica: il cervello è una sfoglia di cipolla).
In più, adoro sentire il profumo inebriante del burro misto alla vaniglia e allo zucchero di cui secondo me dovrebbero essere impregnate tutte le case e le mamme del mondo. Se mio figlio abbracciandomi sentisse l’odore di un dolce da forno e non di una Marlboro, sarei molto contenta. E anche lui, credo.
Via dell’immagine| Marco Olivieri
Oops, scusa. Hai scritto che e’ buonissima. E’ che io davanti a i dolci perdo i lumi!
Eau de tort du mels? Mmmhh, un pensiero interessante e comunque si’ certo meglio di eau du tobacc soprattutto se leggermente stagnante e impastato come quello, purtroppo!, di mia madre.
Hai ragione. Il profumo di pane e torte di mia nonna me lo ricordo ancora!
beh…ma dico…non si potrebbe impregnare di ricordi d’infanzia anche , che so…la casa di tua sorella? Una a scelta..
Dicembre 10, 2008 a 5:19 pm
Sembra bella! Buona pure?