Pubblicato da: Gin su: Febbraio 20, 2009
Non ho mai avuto un bel rapporto con le suore. In realtà non ho mai avuto un buon rapporto con la religione, nella quale non credo, ma le suore in particolare le ho sempre ritenute delle vampirelle travestite da sorelle.
Alle elementari, i miei ebbero la grande idea di spedirmi a scuola dalle suore. Vista la totale mancanza di fede da parte di tutta la famiglia, l’unico motivo di codesta scelta infame fu l’iscrizione della mia amichetta del cuore alla suddetta scuola. Anzi, direi che fu l’unica ragione che mi spinse a frequentare quel luogo, eeehm, sacro.
Le sorelle vampirelle erano antipatiche, sgorbutiche, troppo autoritarie e presuntuose. Inoltre, la loro continua richiesta di denaro le faceva sembrare, per l’appunto, delle succhiasangue. Quando non pagavamo in tempo una rata, mostravano i denti bianchissimi e affusolati; quando il venerdì nel cestino del mio pranzo trovavano le polpette preparate con tanto amore dal mio papà, me le toglievano perché il venerdì è santo e niente carne; quando non mangiavo le schifezze che loro mi proponevano a pranzo e durante l’intervallo, mi punivano lasciandomi sola nel refettorio.
Quando ho visitato la clinica che abbiamo scelto per il parto, sapevo che era gestita da suore, però ho pensato: “questa volta sono più grande e più coraggiosa e non mi lascerò intimidire dalle vampirelle”. E infatti…
Tanto per cominciare, non mi sono portata la vestaglia richiesta. Quando mi hanno fatto indossare il camice per la sala operatoria ero seminuda, e hanno dovuto chiudere la parte posteriore con dello scotch. In quel momento hanno iniziato ad odiarmi. Dopo l’intervento, hanno scoperto che non ero sposata. Mi han detto che i ragazzi oggi crescono cattivi e disobbedienti perché i genitori non si sposano più e il disordine regna sovrano. Tutte le mattine entravano all’incirca 10 suore per chiedermi se avevo prenotato la chiesa per il matrimonio. Ho dato ad ognuna di loro una risposta diversa, e basta così.
Le mie camicie da notte erano corte, cortissime, e durante le mie passeggiate nel corridoio la madre superiora mi inseguiva per dirmi di coprimi. “Accidenti” le dicevo “sorella ma così sono molto più sexy” e lei andava su tutte le furie. Devo dire però che è anche stata una delle poche a dirmi delle cose molto carine.
Eh già, perché, alla fine, le vampirelle mi sono tornate utilissime. Al di là di tutti gli aghi che mi hanno infilato nelle braccia e che adesso sono livide, e di tutte le volte che per farmi alzare dal letto me ne hanno dette di tutti i colori, le suore mi hanno spiegato come si allatta, come si lava e come si “gestisce” un neonato, il mio neonato.
E’ grazie a loro se sono tornata a casa senza avere troppa paura di quello che sarebbe successo, ed è grazie a loro se sono riuscita ad affrontare il ritorno al nido con più serenità.
Certo, perché, come dice il mio papà, di ogni cosa ci sono ci sono i lati positivi e i lati negativi.
Basta saperlo, e riuscire a trovarli.
Febbraio 23, 2009 a 2:28 pm
In ritardo ma di tutto cuore: AUGURISSIMI a mamma, papà e bebè ^_^ per l’avventura più bella di tutte
Un abbraccio fortissimo, Lisa