Pubblicato da: Gin su: Febbraio 25, 2009
Il bimbo nasce e te lo attaccano al seno. E tu da imbranata neofita sei lì a contorcerti per cercare una posizione che si adatti a te e al bambino. Con un braccio dovresti tenere lui e dell’altro potresti, volendo, fare ciò che ti pare, leggere anche, ma lo scopri soltanto alla decima volta che allatti perché le prime sei letteralmente un disastro. Così il bambino si ritrova a contorcersi sulla tua pancia ancora gonfia e tu ti ritrovi a cercare un posto dove infilare le braccia evitando, magari, di far cascare quella povera e innocente creatura.
Il bello è che i parenti tuoi e del tuo compagno sono lì a fissare questa scena pietosa, ancora storditi e felici del lieto evento. Insomma, una figura di merda a tutti gli effetti.
Dopodiché l’ostetrica e il pediatra ti spiegano che: la suzione è un lavoro, più il bambino succhia latte e più di latte ne viene giù. “Accidenti” pensi tu “neanche è nato e già deve lavorare. Ma Adamo ed Eva non potevano farsi i caz… loro e godersi l’Eden senza fiatare?”. Insomma, se il poveretto non succhia, il latte non esce e l’allattamento diventa uno strazio. Per fortuna il mio bebé sembra nato per succhiare, anzi, per mangiare, e per dirla tutta è un vero maialino.
Ma ecco cosa accade a te, che è bene ricordarti che sei appena diventata mamma. Mica cotica.
Ti svegli il giorno dopo il parto e ti rechi al bagno a passo di lumaca, vista l’operazione, ti spogli per lavarti, ti guardi allo specchio e TADAAAAAAAAAA! Le tue tette sembrano delle enormi mammelle dalla forma perosa. Da una seconda scarsa sei passata ad una quinta abbondante. Ti ammiri tutta soddisfatta e te ne torni a letto, guardandoti di tanto in tanto quella scollatura degna di una notte degli Oscar. Quando sei sola, stringi le braccia sul seno per guardarle meglio. Troppo figo. E troppo doloroso, anche.
Eh già, perché quando il latte viene giù, le tette si gonfiano e si induriscono e un dolore infernale ti brucia pure il cervello. Visto che il bambino succhia pure troppo, produci tanto latte quanto ne basterebbe per una latteria e ogni due ore il dolore è pronto a ricordarti che sei diventata mamma. Bella storia.
Il pediatra ti spiega che il bambino dovrebbe allattare circa ogni tre ore per non più di mezz’ora. A lui, che è un uomo, sembra facile. Il mio pupo ha una fame da lupi e mangerebbe ogni mezz’ora per un’ora. Le prime due settimane ho cercato di seguire i suoi ritmi, ma mi sono resa conto che, se fossimo andati avanti così, lui sarebbe diventato obeso nel giro di due mesi e io mi sarei fatta rinchiudere ìn un manicomio il mese prossimo.
Adesso mi ritrovo a tentare di tutto per sistemare gli orari. Cerco di svegliare il bimbo ogni tre ore e di allattarlo per non più di trenta minuti. Il resto del tempo lo distraggo con strazianti ninne nanne inventate sul momento e con un ciuccio come surrogato del capezzolo.
Per il momento comunque, sembra funzionare. E la mucca impazzita sembra aver ritrovato un po’ del senno perduto.
N.B. Ho appena scoperto che per le neommame che nulla sanno di allattamento, esistono addirittura dei corsi. Uno di questi è gratuito e potete trovarlo qui.
Avete detto...