Mamme si diventa?

La salute dei neonati

Pubblicato da: Gin su: Giugno 24, 2009

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E’ in corso un evento molto interessante.

Si chiama Salvamamme, e trovate qui tutte le informazioni.

La salute prima di tutto.

Casa, lavoro, bimbo

Pubblicato da: Gin su: Giugno 24, 2009

Ultimamente mi sono distratta. Diciamo piuttosto che il lavoro, il bimbo e la casa mi stanno del tutto assorbendo.

Mi stanno succhiando l’anima, per dirla tutta.

Ma un po’ di soddisfazione ogni tanto qualcuno me la dà, e proprio ieri la redazione con la quale collaboro da ormai tre anni, mi ha fatto i complimenti per gli ultimi pezzi. Bella storia.

La casa me la sto sistemando pian pianino. Il pianerottolo che divide la stanza nostra da quella del bimbo diventerà verde. Le pareti sono di un giallino luminoso, carino, e il verde ci sta più che bene. Ho comprato due mensole da dipingere e oggi le trasformerò nel verde che verrà fuori dal miscugio di colore e di acqua che farò.

Pippo ha deciso che la sera non si dorme. Lui è un tipo notturno, ha deciso, e a me mi tocca stare distrutta tutto il resto della giornata. Chissà cosa si prova a essere messi nel proprio lettino con la forza e senza il minimo desiderio di dormire, mi sono chiesta iesri sera. E me lo sono chiesta anche stanotte, quando alle 2 Pippo mi ha guardata con aria insoddisfatta come per dire: Ehi tu, tirami fuori da qui immediatamente, mica ti aspetterai che io mi addormenti all’stante?

No infatti. Ma alla fine ce l’ho fatta. Si è addormentato, lui, io no. Perché la mia dolce cagnolina, che si sta avviando verso il primo calore, ha abbaiato tutta la notte. TUTTA.

E ha la mia comprensione. Del resto, la crisi premestruale colpisce anche me ogni 22 giorni, come biasimarla?

Neonato che piange, terzo orecchio che sente

Pubblicato da: Gin su: Febbraio 26, 2009

Quando il  bimbo nasce, viene fuori un terzo orecchio.

Normalmente, si trova ben nascosto nel cervello, al riparo dai rumori assillanti della città e dalle fastidiose voci degli uomini. Entra in funzione soltanto nel momento in cui si diventa mamma, e funziona alla perfezione.

Senti il tuo bambino che piange anche a un kilomentro di distanza, e non è un eufemismo; riesci a sentire il suo respiro anche mentre dormi, e se per più di due secondi non senti nulla ti alzi per controllare che sia tutto a posto; senti le sue evacuazioni anche mentre sei in bagno ad asciugarti i capelli e il suo ruttino diventa un dolce accordo musicale.

Il terzo orecchio riesce anche a rendere più allietante le sue urla, a meno che non diventino isteriche, e fa in modo che tu e tuo figlio siate sempre in connessione.

Adesso che l’ho capito, mi domando come abbia fatto mia madre a non lamentarsi mai (e quando dico mai dico MAI) della mia voce al telefono, delle mie litigate con i miei fidanzatini e con le mie amiche, dei miei rientri a casa in condizioni pietose e, per questo, deliranti, delle mie lagne e delle mie, quasi sempre inutili, sfuriate.

E’ proprio amore allo stato puro…

L’allattamento, ovvero: la mucca impazzita

Pubblicato da: Gin su: Febbraio 25, 2009

Il bimbo nasce e te lo attaccano al seno. E tu da imbranata neofita sei lì a contorcerti per cercare una posizione che si adatti a te e al bambino. Con un braccio dovresti tenere lui e dell’altro potresti, volendo,  fare ciò che ti pare, leggere anche, ma lo scopri soltanto alla decima volta che allatti perché le prime sei letteralmente un disastro. Così il bambino si ritrova a contorcersi sulla tua pancia ancora gonfia e tu ti ritrovi a cercare un posto dove infilare le braccia evitando, magari, di far cascare quella povera e  innocente creatura.

Il bello è che i parenti tuoi e del tuo compagno sono lì a fissare questa scena pietosa, ancora storditi e felici del lieto evento. Insomma, una figura di merda a tutti gli effetti. Leggi il seguito di questo post »

Partorire con le suore

Pubblicato da: Gin su: Febbraio 20, 2009

Non ho mai avuto un bel rapporto con le suore. In realtà non ho mai avuto un buon rapporto con la religione, nella quale non credo, ma le suore in particolare le ho sempre ritenute delle vampirelle travestite da sorelle.

Alle elementari, i miei ebbero la grande idea di spedirmi a scuola dalle suore. Vista la totale mancanza di fede da parte di tutta la famiglia, l’unico motivo di codesta scelta infame fu l’iscrizione della mia amichetta del cuore alla suddetta scuola. Anzi, direi che fu l’unica ragione che mi spinse a frequentare quel luogo, eeehm, sacro. Leggi il seguito di questo post »

Parto cesareo, lexodan e tanta morfina

Pubblicato da: Gin su: Febbraio 16, 2009

La mattina del giorno programmato per il mio parto cesareo, ero a dir poco nervosa. Ma l’anestesista, incitato dal mio adorabile compagno, mi ha tranquillizzata subito con una dose di Lexodan, che mi ha fatto sorridere per un bel po’. Niente male come partenza.

Giunta in sala operatoria, ho dato sfoggio della mia tremarella. Ero abbastanza terrorizzata visto che mi avrebbero a momenti aperto come una cozza. Ma ecco sbucare nuovamente l’anestesista del Lexodan ed eccolo pronto ad infilarmi degli aghi nella schiena che mi hanno completamente stonata. Non capivo nulla, la sensazione era quella di relax e di felicità, dovuta anche all’emozione, e la paura era del tutto svanita.

E surprise surprise ecco comparire il mio compagno vestito come un chirurgo. E’ stato vicino a me dall’inizio alla fine e abbiamo sentito il pianto del nostro bimbo nello stesso momento. Ero strafatta, è vero, ma non potrò mai dimenticare quell’istante.

Il pupo me lo hanno subito piazzato in faccia; doveva riconoscere il mio odore, mi han detto, e ho trovato che fosse una cosa dolcissima. Ma accidenti, non capivo davvero nulla di nulla e quell’esserino minuscolo non avrebbe mai potuto trovare conforto in una neo mamma imbottita di lexodan e di chissà quale altro strana droga.

L’intervento è durato pochissimo e io non ho sentito nulla. Soltanto quando hanno estratto il bimbo ho capito quello che stava accadendo. Una sensazione stranissima, ma bellissima. La parte lunga è quella in cui ti ricuciono, ma di dolore neanche a parlarne.

Uscita dalla sala operatoria, mi hanno attaccato al braccio una pompa di morfina. Meglio di così…

Dove partorire?

Pubblicato da: Gin su: Gennaio 9, 2009

Visitare la clinica o l’ospedale in cui si ha intenzione di partorire può essere di grande aiuto.

Soprattutto se per arrivarci bisogna attraversare un piccolo vialetto alberato con una grande fontana; soprattutto se ad accoglierci è il rumore dell’acqua che rilassa e illumina le piastrelle bianche che ricoprono la strada e i muretti del aiuole; soprattutto se, entrando nell’edificio, ci accorgiamo della possibilità di scorgere i colori del tramonto mentre avvolgono un piccolo piazzale ben curato; soprattutto se le sale di accoglienza e quelle in cui le neomamme riposano sembrano le stanze di una casa, e non quelle di un posto triste e malato.

Cercate di scegliere un posto in cui vi sentite a vostro agio; io, ad esempio, non amo il lusso ma preferisco la semplicità e la familiarità.  Il lusso è formale e meditato, la semplicità sa essere calda e spontanea. Del resto, vorrei che il mio bimbo, traumatizzato dalla messa al mondo, venga accolto in un luogo che ispiri protezione.

E credo proprio di averlo trovato.

Perle di saggezza (degli altri)

Pubblicato da: Gin su: Gennaio 4, 2009

L’amica perspicace (considerando che sono all’otttavo mese e ho preso solo 8 kg)

(a telefono) Ma Ciaooooooooo! Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Ho visto le foto che ti hanno scattato le ragazze quando son venute a trovarti: caspita, sei enorme!!!

La sorella geniale

In macchina, al sesto mese di gravidanza, chiacchierando del più e del meno:

Io: …sai, poi non avendo io moltissima pazienza…

Lei: ah guarda, allora è meglio che non lo fai ’sto figlio.

Le amiche del cuore qualche giorno dopo capodanno

Ma Ciaoooooooooooo! Ci hai mandato un messaggio di auguri carinissimo e non capiamo perché visto che non ci facciamo né sentire né vedere da mesi. Ma sai, siamo piene di impegni di lavoro…


Pancia che pesa, sonno che aumenta

Pubblicato da: Gin su: Dicembre 29, 2008

Sono all’inizio dell’ottavo mese, la pancia comincia  a pesare e il sonno ad aumentare.

Credo che il pupo si stia ingigantendo perché percepisco ogni suo minimo movimento. A volte mi fa anche molto male, e la paura che possano essere contrazioni cresce sempre di più.

Nonostante questo però, l’umore è buono e, che ci crediate o no, ci sono momenti in cui dimentico di essere incinta e vivo e programma la mia vita come se nulla fosse. Il papà del pupo dice di invidiarmi perché io ho più contatti di lui con l’essere che abita dentro di me. Non ha tutti i torti ma neanche tutte le ragioni: non credo che accettare l’idea di essere-diventare mamma sia così semplice e rapida e naturale. O forse sì, chi lo sa.

Fatto sta che la pancia c’è, il pupo si muove e manca poco alla sua fuoriuscita. Speriamo bene…

Od(io) alla Sciatica

Pubblicato da: Gin su: Dicembre 26, 2008

Sei arrivata quando meno me lo aspettavo.

Piano piano hai strisciato tra i miei nervi lasciando che un’infiammazione pungente avvelenasse tutto il lato sinistro del mio corpo. Ti sei insinuata nel coccige, nel gluteo e lungo tutta la gamba, provocando un fastidioso malessere che ha coinvolto anche piedi e polpacci, vittime di dolorosi e fastidiosi crampi notturni e diurni.

Impedisci ai miei movimenti di agire liberamente nello spazio e torturi il mio cervello che impazzisce alla ricerca di una spiegazione a cotanta cattiveria: in otto mesi, si chiede il poverino, ho preso solo 8 kg, cos’è che non garba a questa fragile schiena? Quale peso quasi inesistente ha voluto che il nervo sciatico diventasse il mio peggior nemico in  un periodo tanto felice?

Così da mane a sera mi trascino alla ricerca di una superficie che accolga le mie chiappette, e soffro quando la notte non posso evitare di sollevarmi faticosamente dal letto per svuotare l’ormai sempre colma vescica. Non cammino ma zoppico e solo una tachipirina 1000 può alleviare il terribile dolore che tu, oh sciatica, provochi.

Tu mi indebolisci e il sonno mi intorpidisce. Uno strano riflusso solletica la mia gola ma nonostante tutto nulla sembrare intaccare il mio umore.

Non ci riuscirai certo tu, oh sciatica del cavolo, se questo era il tuo intento, e sai perché? Una buona cura di tachpirina 1000 e tanta forza di volontà ti stanno pian piano sconfiggendo. Chi la dura la vince, oh sciatica dei miei stivali, e io la vincerò!

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Falls of Spring - Swinging Bridge, Yosemite National Park, California

Poetry in Motion (drawn in pastel)

National Monument, Calton Hill

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