Post contrassegnati da tagclinica
Partorire con le suore
Non ho mai avuto un bel rapporto con le suore. In realtà non ho mai avuto un buon rapporto con la religione, nella quale non credo, ma le suore in particolare le ho sempre ritenute delle vampirelle travestite da sorelle.
Alle elementari, i miei ebbero la grande idea di spedirmi a scuola dalle suore. Vista la totale mancanza di fede da parte di tutta la famiglia, l’unico motivo di codesta scelta infame fu l’iscrizione della mia amichetta del cuore alla suddetta scuola. Anzi, direi che fu l’unica ragione che mi spinse a frequentare quel luogo, eeehm, sacro. (continua…)
2 comments Febbraio 20, 2009
Dove partorire?
Visitare la clinica o l’ospedale in cui si ha intenzione di partorire può essere di grande aiuto.
Soprattutto se per arrivarci bisogna attraversare un piccolo vialetto alberato con una grande fontana; soprattutto se ad accoglierci è il rumore dell’acqua che rilassa e illumina le piastrelle bianche che ricoprono la strada e i muretti del aiuole; soprattutto se, entrando nell’edificio, ci accorgiamo della possibilità di scorgere i colori del tramonto mentre avvolgono un piccolo piazzale ben curato; soprattutto se le sale di accoglienza e quelle in cui le neomamme riposano sembrano le stanze di una casa, e non quelle di un posto triste e malato.
Cercate di scegliere un posto in cui vi sentite a vostro agio; io, ad esempio, non amo il lusso ma preferisco la semplicità e la familiarità. Il lusso è formale e meditato, la semplicità sa essere calda e spontanea. Del resto, vorrei che il mio bimbo, traumatizzato dalla messa al mondo, venga accolto in un luogo che ispiri protezione.
E credo proprio di averlo trovato.
2 comments Gennaio 9, 2009
Cani e bambini: quando l’amore è amore puro
Il nostro cane sa del bambino.
Lo abbiamo scoperto ieri sera quando, durante il relax del dopo cena, ha cominciato a girare per casa come un matto. Non lo aveva mai fatto; vivendo praticamente in giardino, è raro che senta la necessità di entrare in casa. La sua branda è appoggiata vicino la porta-finestra del salotto e la sera si mette lì, al fresco, e solo di tanto in tanto butta un’occhiata a noi mammiferi rosa accasciati sui divani. Ci guarda e ci rassicura con la sua enorme e amorevole presenza.
Ieri sera però era irrequieto. Troppo irrequieto.
Ci ha chiesto di entrare sbattendo il muso sul vetro della finestra e ha giocato con i piedi del suo padrone come mai lo avevo visto fare. Dopo qualche istante di agitazione e di perplessità, il mio compagno si è accorto che lo stomaco del nostro cane era gonfio. Nel giro di due minuti si è vestito e lo ha portato in clinica. Pippo è entrato in sala operatoroia senza esitazione: torsione dello stomaco, operazione orribile. Ma se non ci avesse avvisato sarebbe morto.
Di solito i cani, se soggetti a torsione degli organi, si buttano in un angolo per morire serenamente. La torsione è terribile e la sofferenza è atroce.
Pippo però, nonostante i suoi dieci anni e le due operazioni precedenti a questa, non vuole lasciarci: sa che a breve nascerà il bambino e vuole vederlo, annusarlo e condividere con lui un po’ del nostro amore.
Sono questi i momenti in cui amo la vita più che mai.
1 comment Ottobre 7, 2008



