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Gisele Bundchen e Pippi Calzelunghe ingrasserebbero in gravidanza?
AGGIORNAMENTO delle 16.28: è buffissimo notare come, avendo inserito il nome di Gisele Bundchen nel titolo, stia approdando qui una marea di gente. Chissà cosa ci si aspetta di leggere…mi dispiace, non volevo imbrogliare nessuno! Purtroppo non ho nessun succulento gossip sulla bella top model. I’m Sorry
Magra come un chiodo, ho sempre pensato che mai e poi mai durante la gravidanza sarei ingrassata. Ero convinta che, a parte l’inevitabile pallocchia che sostituisce il pancino piatto, non mi sarebbe accaduto nulla.
Eppure.
Qualche giorno fa ho aperto l’armadio e tutta sicura ho preso i miei bellissimi pantaloncini invernali; di solito li abbino alle calze colorate e agli stivali e, modestamente, sembro un figurino. Devo dire che alle volte somiglio più a Pippi Calzelunghe che a Gisele Bunchen, ma sentirsi a propio agio è la cosa più importante no?
Credo però che né Pippi né Gisele abbiano mai provato la sensazione di non riuscire a tirare su i pantaloncini: ebbene sì, per la gioia di tutte le donne che per una vita mi hanno assillato con “ma non sei troppo magra?” i pantaloncini non mi entrano più. Devo passare a quelli premaman, con l’elastico, ma non sono sicura che qualche super brand fabbrichi pantaloncini invernali premaman.
Ehi, super brand, dico a voi: ma alle donne gravide non ci pensate? Questo è un consiglio per un nuovo business, cavoli, cosa vi costa disegnare qualcosa di leggermente più largo? Eppure vi ingegnate di continuo con capi di abbigliamento larghissimi e cortissimi o lunghissimi e strettissimi, di quelli che fanno sembrare una salsiccia anche Kate Moss, deve dirvelo una super magra con ben 7 kg di più?
Eh già, sono proprio 7 i kg che stanno riempiendo il mio inesistente culetto, le mie magrissime cosce e il mio ventre piatto. I maglioncini che di solito “cadono” sui fianchi adesso arrivano a stento a coprire l’ombelico e più che una donna incinta sembro un operaio cum panza.
Ma va bene così: in fondo ho le tette più grandi e la pelle più liscia. Posso davvero lamentarmi?
Add comment Ottobre 16, 2008
L’uomo ideale? Quello che vi fa sentire sexy e indipendenti
Per fare un figlio ci vuole il seme. Per fare il seme ci vuole l’uomo. Per fare l’uomo ci vuole la donna. Ma anche per fare la donna ci vuole l’uomo.
Insomma, è inutile girarci attorno: se siete delle donne e il vostro istinto materno supera anche quello di copririvi dal freddo, avete bisogno di un uomo. O del suo seme, a seconda. Non si scappa: possiamo essere forti e indipendenti quanto vogliamo, possiamo urlare al mondo la nostra rabbia contro l’assenza dei pari diritti, possiamo far carriera ed essere delle perfette casalinghe, possiamo diventare ricche e restare single per tutta la vita ma, se vogliamo diventare mamme, abbiamo bisogno di un uomo.
A me è successo esattamente il contrario: ho scelto un uomo con cui volevo divertirmi un po’, siamo stati poco attenti e siamo rimasti incinti, abbiamo deciso di tenere il bambino e di andare, di conseguenza, a vivere assieme. Se questo non è anticonformismo.
Sono convinta però che questa totale sregolatezza sia stata dettata da quel sesto senso che noi donne ci vantiamo di avere. E’ probabile che la sensazione che lui fosse quello giusto mi abbia portata a comportarmi incoscientemente. Come sono arrivata a questa conclusione?
E’ semplice:
1- Casalingo Perfetto: eh già, se il vostro uomo è ordinato e pulito più di voi, e se non vi ha mai dato l’idea di essere un mammone alla ricerca di una donna che sostituisse la mamma, allora è quello giusto. Qualche bonus? Cucina benissimo; sa usare lavatrice e lavastoviglie alla perfezione e non gli pesa stendere i panni; si prende cura della casa e del giardino e non pretende che siate voi a sbrigare tutte le faccende. Conosce benissimo il significato dell’espressione “spirito di collaborazione” che, se non erro, non è da tutti.
2- Sempre Sorridente: quando la giornata di lavoro non è stata delle migliori, dovrebbe tornare a casa e sorridervi. E voi dovreste essere altrettanto allegre e sorridenti. Dedicategli un’oretta del vostro tempo e fate in modo che lui ne dedichi a voi. Dovete essere una valvola di sfogo l’uno per l’altra ma sempre in modo divertente, magari prendendovi in giro e giocando. Se dovete parlare di cose serie, be’, prestate molta attenzione e condite il momento con un pizzico di gentilezza. (continua…)
1 comment Ottobre 10, 2008
Diventare Genitori: l’emozione di una decisione
La decisione di tenere il bambino è stata presa lentamente, con non poche tribolazioni fisiche e e mentali. Il mio compagno è stato l’ultimo a sapere che avevo deciso per il sì.
Ovviamente, è stato solo un caso.
Il giorno in cui ho capito che mai e poi mai avrei ricorso all’aborto, avevamo organizzato una cena tra amici per distrarci un po’. Nel pomeriggio però, mentre organizzavo, lavoravo e facevo qualsiasi cosa pur di non pensare al bambino, ho sentito che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Le perdite, le maledette perdite mi stavano rovinando la giornata. O forse no.
Quando ho visto cosa stava succedendo, non ho neanche avuto il coraggio di chiamare il mio ginecologo. Ho chiamato direttamente il mio compagno: ero in preda alla disperazione e lui, come al solito, mi ha tranquillizzata. Ha chiamato una delle assistenti del professore e l’ha messa in contatto con me.
Era tutto a posto. Bisogna preoccuparsi solo quando le perdite sono rosse, marroni o rosa. Non dovevo far altro rilassarmi e godermi la cenetta. E’ stato allora che il mio cuore ha preso il sopravvento e che ho capito che volevo tenere il bambino. Dovevo solo trovare il coraggio di dirlo a me stessa. Quelle perdite sono state una benedizione.
Così, man mano che entravano, gli ospiti mi chiedevano se per caso avessi deciso cosa fare. Sono tutti dei cari amici del mio compagno e tutti erano a conoscenza della mia gravidanza. Non potevo mentire e dirgli che ancora non avevo deciso. Le bugie mi si leggono in faccia. A ognuno di loro rispondevo di sì. E tutti mi coccolavano e mi sorridevano dolcemente.
Qualche ora, duemila brindisi e tanti auguri dopo, il mio compagno mi ha presa per mano e mi ha portata in un angolo un po’ isolato, illuminato da una luce fioca e, in quel frangente, romantica. Mi ha stretta forte e mi ha chiesto: ” A me quando lo dici che hai deciso di tenerlo?”. Sentivo il cuore battere così forte che sembravano due. Ero al settimo cielo: “Diventerai papà”.
Diventeremo genitori, insieme. Ancora non posso crederci.
2 comments Ottobre 9, 2008
Attacco di Panico
E se non dovessi reggere la gravidanza?
E se dovessi soffrire di depressione post partum?
E se non fossi in grado di curare il mio piccolo?
E se vedendomi ingrassare il mio compagno non mi desiderasse più?
E se mi licenziassero?
E se abortissi spontaneamente?
E se il parto dovesse essere troppo doloroso?
E se i miei non fossero d’accordo?
E se il mio compagno mi lasciasse?
E se non riuscissi a reggere lo stress?
E se il bimbo dovesse soffrire?
E se non avessimo i soldi per dargli da mangiare?
E se dovessi pentirmi?
E se io smettessi di respirare e lui con me?
E se le complicazioni fossero troppe?
“Sei in piena crisi di panico”
E se la stessa crisi dovesse venirmi quando sarò sola con il bimbo?
…
2 comments Ottobre 2, 2008






