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Sognarlo? Forse è meglio di no
Una mia amica mi aveva avvertito: “Dopo il sesto mese, se non prima, comincerai a sognarlo”. E così è stato.
L’ho sognato un paio di sere fa, era grosso, enorme e sembrava avesse già 10 anni. In più pensava, parlava e si muoveva come un adolecsente arrogante e maleducato. Un vero incubo.
Provo ad analizzare questo orribile frangente notturno e mi rendo conto che, in effetti, penso spesso a come sarà quando crescerà. Quando sono piccoli sono piccoli, dolci mammoni pestiferi e -quasi- innocui, ma compiuti i 13 anni diventano delle belve presuntuose che credono di sapere tutto sulla vita. Anche io ero così e devo essere stata una di quelle “so tutto io” , “sò la più figa”, “ahò ma che te guardi”. Dunque mi chiedo se sarò in grado di fare in modo che non mi somigli. Magari evito di raccontargli com’era la mamma e siamo già a metà dell’opera. Per quanto riguarda il papà, be’, se la vede lui. In realtà non ho idea di che tipo di ragazzino sia stato questo tizio grosso e buono che in questo momento è sdraiato sul divano accanto al mio e non ha idea di cosa io stia scrivendo.
Comunque, credo che sognare mio figlio non sia una buona idea. Preferisco immaginarlo ad occhi aperti e sentirlo mentre fa baldoria nel mio pancino.
Intanto fuori c’è il nubifragio e se penso che lui non sente né tuoni né fulmini né lo scroscìo della pioggia, quasi quasi lo invidio.
2 comments Novembre 7, 2008
Donna Incinta: Mamma e Rincoglionita?
Quando sei incinta, sei già mamma.
Essendo sempre stata un’imbranata patologica, mai e poi mai mi sarei aspettata di diventare aggraziata all’improvviso. Eppure, da quando il nostro bimbo cresce e si muove dentro di me, sono molto più attenta a tutto quello che faccio: uso sempre lo scorrimano delle scale, non corro se vedo un autobus o se il telefono squilla ed è troppo lontano da me, non saltello più (ebbene sì, a volte saltellavo) e quando ballo (da sola, ovviamente) lo faccio come se fossi una libellula. O perlomeno ci provo.
La mia mano è sempre sul ventre. Coccolo il nostro bimbo in ogni istante della giornata, gli parlo, canto a squarciagola con la speranza che riesca a sentirmi (poverino…ma in fondo sono la sua mamma), gli dò il buongiorno e la buonanotte e gli auguro di fare sogni d’oro.
Non sono pazza. Il mio compagno mi chiede sempre se nostro figlio sta bene. Gli dà la buonanotte e ogni tanto si concentra per cercare di percepire un minimo rumore. Mi tocca la pancetta spessissimo e a volte, di notte, l’accarezza dolcemente.
E se mai qualcuno dovesse pensare che non siamo normali, be’, poco male. In fondo, credo che il giudizio spetti solo e soltanto alle mamme, alle donne incinta e ai papà.
O no?
4 comments Ottobre 8, 2008



